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«Cinque Archi» di solidarietà

per ridare il sorriso a chi l’ha perso

Redazione, Il Gazzettino di domenica 5 dicembre 2004


Festa grande per l’annuale raduno del Club Cinque Archi di Vigonza, giunto al dodicesimo anno di vita: tra soci, familiari ed amici, erano in 160 alla «Crosarona» di Noale per fare il punto sull’attività del 2004 e gettare le basi per il 2005. Nella circostanza è stata consegnata una targa al presidente Franco Tacchetto (nella foto, al centro) per l’impegno profuso alla guida della benemerita associazione. Tre i punti di forza dell’anno che volge al termine: la tradizionale gara della soppressa, che ogni anno riscuote un successo crescente; la pubblicazione di un libro dedicato alle tradizioni che ruotano attorno alla soppressa stessa; la prima edizione del premio giornalistico intitolato ad Alfio Menegazzo, «firma» storica del Gazzettino dalla riviera del Brenta e cultore delle tradizioni venete. L’attività di beneficenza che è il fiore all’occhiello del «Cinque Archi» è andata a favore dei ragazzi di Chernobyl, tra le famiglie che li ospitano annualmente e la casa di accoglienza sui Colli Euganei, dell’ospedale del sorriso a Padova, e di altre iniziative. Filoni che saranno curati anche nel 2005.

Questo articolo č © Il Gazzettino

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