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“La Sopressa, tra storia e tradizione”

Vigonza (PD) — Club Cinque Archi - I Maestri della Sopressa

Redazione, EnoFice di giovedì 1 aprile 2004


Un libro per una serata culturale di tradizioni gastronomiche e non solo. 
“Non c’è presente senza passato. Come qualunque attimo di una pianta. il presente si alimenta attraverso le radici. Ogni richiamo del passato, ogni nesso con il passato, vede, ode, tocca, odora, gusta...”
Così il libro di Francesco Jon, “La soppressa tra storia e tradizione”, che non soltanto ripensa e descrive, ma riconsegna, fresca ed integra ancora, l’esperienza di tutto il sentire che lega alla terra ed alla sua cultura...
Del libro di Jori va apprezzato soprattutto l’intento di recupero della tradizione, in un’epoca in cui la cosiddetta globalizzazione rischia di soffocare le individualità... Sotto questa angolatura il libro ripercorre per salvare, ribadisce per non estinguere. Così dalle parole e dal materiale fotografico e documentario riaffiorano e vivono, non più stinti, il colore seppia delle forme e dei ricordi, tutto il tempo delle campagne venete, la schiettezza della fatica ed il senso della vita dei suoi protagonisti umili, il passo quotidiano di un’esistenza che si svolge con le stagioni, con il tempo atmosferico sorride e si cruccia, gioisce dei raccolti e si dispera delle tempeste, un’esistenza che si sente ricca di poche contentezze fra troppe sofferenze, che annebbia magari in una festa di nozze. Tutto riemerge e si riaccende in un tragitto che ricerca le sue ragioni ed i suoi modi nell’operosità benedettina ed attinge perfino dignità letteraria nelle scene teatrali del Ruzante. Percorso che quasi sbocca in un ricco affresco dalle tinte misurate eppure vivaci: il giallo del granoturco e della polenta, il rosso del vino, le superfici multicolori delle feste nuziali, i toni dei mestieri perduti... color terra e bianco di buoi nelle arature, cenere e candore di bucato delle lavandaie, tinte paglia del “caregheta”, marrone cuoio e grigio degli arnesi nel laboratorio dello “scarparo”... chiari e mattone delle case rurali, oro e verde delle distese campestri. Colori del tempo contadino, che sono di una Regione e che sembrano di tutte, nei quali tutti, perciò, possono riconoscersi. Colori sui quali finalmente campeggia da protagonista assoluto il maiale, la ricchezza vera dell’epoca rurale, il simbolo della condizione, la fuori serie in garage, come dice Jori, che indipendentemente dagli estri meteorologici “garantiva l'inverno“. Quale altro simbolo meglio di questo avrebbe potuto rinviare alle radici, in una struttura restaurata come quella della Casa dei Cinque Archi che, essendo sopravissuta, vive e si ripropone come se i secoli non fossero trascorsi? E quale altra idea migliore di una “gara della soppressa” poteva nascere tra “quattro amici al bar”, più due. “in un ormai lontano giorno del 1992? Iniziò così l’allegra competizione di cui Jori parla. Tra il serio ed il faceto, restituendo nitidamente quel clima che può cogliere chi interviene all’assegnazione del titolo di Gran Maestro e della coppa, atmosfera in cui si respira la giovialità di un sano scontro fatto di rivalità, ma anche di solidarietà, dove davvero chiunque gareggi ha vinto per il solo fatto di esserci.
È questo, a grandi linee, il contenuto della relazione che lo scrittore e poeta Amato Maria Bernabei ha letto di fronte ad un pubblico numeroso ed attento la sera del 23 Giugno scorso, nella sede ufficiale dell’Associazione culturale “Club Cinque Archi”, a Vigonza, in occasione della presentazione del citato libro di Francesco Jori, cui sono intervenuti l’autore stesso, l’illustre linguista, Cattedratico Emerito Prof. Manlio Cortellazzo, l’Assessore Provinciale alle Attività Produttive ed all’identità veneta Flavio Manzolini, l’Assessore alla Cultura del Comune di Vigonza. Dr. Fabrizio Zanella ed il Presidente del “Club Cinque Archi” Franco Tacchetto. Ospite gradito anche il Responsabile Nazionale F.I.C.E., nonché presidente della Giuria della Gara della Sopressa, Francesco Mazzoli.
La manifestazione si è conclusa con un succulento assortimento di piatti nostrani.

Questo articolo è © EnoFice

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